Europei 2012: Brutti ma qualificati
Un’Italia bruttina, sofferente e decisamente distratta quella vista ieri sera contro l’Irlanda. È la conferma, come se ce ne fosse bisogno, che riusciamo a dare il massimo solo contro avversari di livello più alto sulla carta. Prandelli torna alla difesa a 4, grazie al rientro di Barzagli, inserendo Balzaretti al posto di Giaccherini. Due scelte accolte con sollievo da gran parte dei tifosi e premiate dall’ottima prestazione dei due giocatori, nonché dello spostamento in avanti di De Rossi, la cui mancanza a centrocampo si era sentita troppo nelle partite precedenti. Rimane incomprensibile l’utilizzo di Thiago Motta come trequartista, anche considerando che in quel ruolo abbiamo uno specialista: Diamanti. L’unica nota davvero negativa è proprio il giocatore del PSG che, pur macinando chilometri, sembra spesso confuso sulla posizione da tenere e lento nel gioco. Non è stata la miglior partita di Pirlo né quella di Cassano, un po’ imprecisi nei passaggi, ma comunque fondamentali per il gioco italiano. E, come da titolo, non è stata certamente la miglior partita dell’Italia, che deve ringraziare il basso livello degli irlandesi e soprattutto la vittoria della Spagna. Marca, famoso giornale spagnolo, titola “Italia, ce ne devi una”, che è indubbiamente vero, ma che sorvola sulla sofferenza patita dalle stesse Furie Rosse durante il match, che hanno rischiato più di una volta di subire il vantaggio croato, impedito solo da un grande Casillas e da due decisioni dubbie su altrettanti episodi da rigore per la Croazia.
Ma passiamo alla partita: nemmeno una manciata di secondi e l’Irlanda si fa subito pericolosa, anche grazie a un nostro errore nel disimpegno. La prima mezz’ora è decisamente sottotono, con molti contatti fisici e poche emozioni, se non un tiro di Di Natale ribattuto in area di spalla da St Ledger e un altro tentativo da posizione impossibile dell’attaccante dell’Udinese che, se fosse andato a segno, sarebbe certamente entrato nella top ten degli eurogol. Dobbiamo aspettare il 34’ per vedere qualcosa in più: Cassano si sveglia e impegna Given, storico portiere irlandese non in serata, che mette in angolo. Sugli sviluppi arriva il gol, grazie a un colpo di testa del barese ribattuto ormai oltre la linea da un difensore. Nei minuti finali l’Italia gioca bene, ma di nuovo non concretizza quanto espresso, mandando tutti negli spogliatoi ancora sull’1-0.
La ripresa comincia come era finito il primo tempo, con gli azzurri pericolosi. Balzaretti va sul fondo e innesca Cassano, che però sbaglia la conclusione e si fa ribattere il tiro. Ancora occasioni con uno scambio Di Natale – De Rossi e una conclusione della punta dell’Udinese, dopo una bella azione confezionata da Motta e Cassano. Al 57’ i primi cambi: Bonucci per l’infortunato Chiellini e tre minuti dopo Diamanti entra al posto di Cassano, rendendosi subito vivo e pericoloso con un tiro bloccato dal portiere avversario.
A un quarto d’ora dalla fine è anche il turno di Balotelli, mentre dagli spalti piovono bordate di fischi e in campo l’Irlanda ci prova con più convinzione. Ma, questa volta, non c’è il temuto pareggio e anzi l’Irlanda rimane in dieci per l’espulsione di Andrews, protagonista anche di un brutto episodio al momento di uscire: insulta l’arbitro e colpisce con rabbia un pallone che finisce proprio contro Prandelli.
È, infine, l’attaccante del Manchester City a segnare il definitivo 2-0, da un angolo battuto da Diamanti, con un bel gesto in acrobazia. Esulta polemicamente o almeno di prova, bloccato in tempo da Bonucci che gli tappa prontamente la bocca. La nostra partita termina, in realtà un minuto dopo, tempo di scoprire che il pareggio croato non c’è stato e che la Spagna ha vinto, consentendoci di passare il turno.
Minimo sforzo, massimo risultato, si potrebbe dire guardando la classifica. In realtà, vedendo le partite, lo sforzo c’è stato eccome, ma non premiato da un gioco spumeggiante o da un gran numero di gol, vero problema della nostra nazionale. Complice la mancanza di una prima punta, i giocatori utilizzati fuori ruolo, l’estrema dipendenza da Pirlo e, in ultimo, un timore cronico a chiudere le partite, la nostra nazionale balbetta e non convince. Ma, in fondo, siamo felici di vederla ai quarti di finale. Ora la frase più gettonata è: “Siamo passati, ma tanto perderemo la prossima”. Staremo a vedere.
