Europei 2012: sfavoriti e vincenti
Sembriamo gli anatroccoli del calcio. Per tutti, da sempre, siamo quelli sfavoriti, quelli che non meritano di vincere, quelli che se la cavano solo per fortuna o demeriti degli altri. Dimenticano – e dimentichiamo anche noi – che siamo la seconda nazionale più titolata al mondo. È vero, la storia conta poco di fronte a una competizione singola e ancora meno di fronte a una partita secca, ma è difficile non chiedersi il perché di tanto scetticismo. Quest’anno, comunque vada, abbiamo vinto: contro quelli che di noi vedono solo il catenaccio, dopo la partita con l’Inghilterra catenacciara, e contro quelli che ci indicano come i truffatori e i cattivi ragazzi del calcio, come se la nostra nazionale fosse interamente composta da criminali. Certo non ci aiutiamo: la nostra stampa ipercritica, la nostra mania di lavare i panni sporchi davanti a tutti e un diffuso pessimismo ci contraddistinguono. Siamo abituati a pensare male, prima di tutto di noi stessi e poi degli altri. E, forse per questo, gli altri pensano male di noi.
La partita di ieri: bella come non se ne vedevano da tempo. Non perché abbiamo giocato alla perfezione, ma perché per una volta abbiamo messo una seria ipoteca sul risultato già alla fine del primo tempo. Certo, di sofferenza ce n’è stata, ma nulla in confronto a quella patita contro l’Inghilterra e certamente nulla di fronte alla disperazione tedesca: Buffon ci perdonerà, ma siamo certi che i tedeschi avrebbero fatto volentieri a cambio, con il 2-1 a 2 minuti dalla fine.
Prandelli non si rinnega e anzi rilancia: ancora Montolivo come trequartista e Cassano-Balotelli di punta. Per fortuna ci risparmia l’agonia di Giaccherini a sinistra, preferendogli un Chiellini non totalmente recuperato. Non ce la fa Abate e Balzaretti è il ripiego obbligato a destra, considerando la squalifica di Maggio.
I difetti dell’Italia sono sempre gli stessi, ma inevitabili se si vuole un centrocampo palleggiatore: siamo lenti nella manovra e gli scambi di prima non sempre ottengono il risultato sperato. Per gran parte del tempo Cassano gioca quasi da fermo, mostrando in questa partita più che nelle precedenti i limiti del suo stato di forma, ma nonostante questo è decisivo, elegante e un vero pericolo per la retroguardia tedesca. Non possiamo fare a meno di chiederci come avrebbe giocato se invece fosse stato in forma. Sulla sinistra Chiellini non è a suo agio, complice probabilmente l’infortunio, ma c’è un monumentale De Rossi in copertura che gli rende la vita più facile. Pirlo comincia dalle retrovie, andando a prendersi la palla dai difensori, per poi salire gradualmente e conquistare il centrocampo. A volte è troppo lezioso, ma perde palla poche volte, molte meno rispetto alla partita con l’Inghilterra e ancora di più con l’Irlanda.
Balotelli, croce e delizia italiana, gioca forse la miglior partita con la nazionale: guadagna punizioni preziose, sgomita con i possenti difensori tedeschi, pur non rinunciando a una buona dose di errori negli appoggi ai propri compagni. Anche per Montolivo è la miglior partita in questo Europeo: sicuro e prezioso, riesce a destreggiarsi meglio nel ruolo non suo di trequartista. Per Buffon, stavolta, non soltanto elogi: ci fa soffrire soprattutto nella prima parte di gara, quando mostra una certa indecisione nelle uscite e combina qualche pasticcio in area piccola. Si riscatta con gli interessi nel resto della partita.
Dall’altra parte la formazione di Löw ci aiuta: inspiegabilmente fuori Muller, attualmente uno dei giocatori tedeschi più forti, e dentro Kroos. Gomez davanti al posto di Klose, che pure si pensava sarebbe stato preferito al collega di reparto, se non per l’assoluta classe almeno per la conoscenza approfondita delle difese italiane dopo il primo anno con la Lazio.
Soffriamo i primi 15 minuti, come era accaduto con l’Inghilterra: salva sulla linea Pirlo su Hummels al 5’ e un pasticcio Buffon-Barzagli per poco non mette la palla dentro dopo 7 minuti. La Germania gioca veloce e ci mette in difficoltà, costringendoci a sbagliare con un pressing alto. La nostra prima conclusione è opera di Montolivo al 17’ a cui si oppone Neuer, ma passano solo 3 minuti e Cassano mette sulla testa di Balotelli il pallone del primo gol, dopo essersi liberato con eleganza dei marcatori tedeschi. È un’esplosione di gioia.
La Germania tarda a reagire: ci prova prima con Ozil al 27’ e al 34’ un provvidenziale Balzaretti si immola su Podolski. Questa è la parte della gara più tesa e vibrante, con occasioni da una parte e dall’altra. Noi rischiamo di raddoppiare ancora con Montolivo, che tergiversa troppo prima di tirare e Buffon al 38’ salva su Khedira. Ma è ancora Balotelli a gonfiare la rete: lo fa con un potente tiro, a 122,7 Km/h secondo i calcoli Rai, su splendido lancio di Montolivo. Doppietta per lui: l’ultima doppietta in azzurro risale a quella di Casiraghi nel ’96 contro la Russia.
Nella ripresa, ancora, soffriamo: dentro Klose e Reus per Gomez e Podolski, che danno maggiore vivacità alla manovra tedesca. Lahm e Khedira ci graziano e Bonucci salva su Klose al 57’. Al 62’ ancora Buffon toglie le castagne dal fuoco, deviando una pericolosa punizione di Reus. Ma anche noi facciamo tremare la retroguardia tedesca,
mancando più volte il colpo del KO: Marchisio due volte, al 67’ e al 76’, poi Diamanti, De Rossi e Di Natale. Alla fine la Germania riesce a bucare la porta di un furioso Buffon grazie a un calcio di rigore per fallo di mano da Balzaretti, ma è inutile: l’Italia è in finale.
Alla Germania non bastano i 20 motivi della vigilia: ancora battuta, ancora fuori a causa nostra dalle competizioni più importanti. L’eterna favorita, la miglior squadra meno vincente degli ultimi anni, deve piegarsi ancora una volta alla dura realtà: se gli avversari siamo noi, è già persa in partenza.

[...] nel sogno, ci aveva dato la sensazione di potercela fare. Come avevamo già detto nel nostro precedente articolo: “quest’anno, comunque vada, abbiamo vinto”. E non lo rinneghiamo. Ci brucia la sconfitta? [...]