Immersioni Subacquee Rischi: scendere nel blu in sicurezza!
Immergersi in acque terse e cristalline, dimenticare i problemi terreni, scoprire le meraviglie dei fondali. Questi e molti altri motivi spingono gli appassionati ad intraprendere l’esperienza della subacquea ricreativa! La subacquea è un’attività che può regalare infinite soddisfazioni, soprattutto a coloro i quali vivono ed amano il mare. Immergersi è, però, rischioso? Come per ogni attività “estrema”, è necessario prendere alcune precauzioni e seguire dei procedimenti pre-stabiliti. C’è da dire però che l’accostamento immersioni- pericolosità è del tutto improprio, poiché ormai esse, nella maggior parte dei casi, avvengono in tutta sicurezza, senza alcun problema per colui che tenta l’esplorazione degli abissi.
Esistono, tuttavia, delle regole fondamentali, solitamente spiegate abbondantemente nei corsi preparatori all’attività in mare. Scopriamole assieme!
1) Il sistema di coppia. Immergersi da soli è sbagliato e pericoloso! Un problema condiviso può essere di facile soluzione, dunque è bene immergersi con un compagno che possa, all’occorrenza, prendere una decisione salvifica!
2) Profondità massima d’immersione. Le immersioni ricreative non possono superare i 40 metri di profondità, oltre i quali non son più garantite incolumità e buona riuscita di un eventuale salvataggio per il sub.
3) Gestione della narcosi d’azoto. Avete presente quella sensazione di testa pesante e di svuotamento mentale che si avverte quando si alza un po’ il gomito? Bé, la profondità pare fare il medesimo effetto sui sub. Non è stata ancora stabilità una profondità precisa in corrispondenza della quale i sintomi si accentuano, ma la gestione di questa spiacevole sensazione è fondamentale per un’immersione tranquilla!
4) Velocità di risalita. Si tratta della precauzione maggiormente importante! La risalita dev’essere graduale e tranquilla. Una risalita veloce potrebbe impedire al corpo d’eliminare correttamente l’azoto. La velocità ideale va dai 9 ai 18 metri al minuto!
5) Malattia Da Decompressione. Si tratta di una malattia provocata da uno smaltimento non corretto dei gas inalati durante l’immersione. Oggi, fortunatamente, la tecnologia consente ai sub di monitorare i livelli di azoto che permangono nell’organismo dopo un’immersione!
Ovviamente le immersioni sono sconsigliate a chi soffre di disturbi ansiosi ed a chi soffre di problemi respiratori e cardiaci, visto che si tratta di un’attività altamente estrema e difficilmente gestibile anche per coloro che godono di un buon stato di salute!
E a voi piacerebbe tuffarvi sempre di più nel blu, per non tornare più su? Avreste il coraggio di lasciar andare ogni pensiero per toccare le meraviglie della barriera corallina?
